24/11/2008
giusepperando
Vista con gli occhi di uno che non ha pregiudizi ideologici nei confronti di Michele Santoro, l’ultima trasmissione di Annozero (20 novembre u.s.) è stata, in gran parte, un’occasione mancata: ripetitiva, diluita, priva del ritmo e del rigore tematico, che sono pregi riconosciuti della televisione santoriana, ma soprattutto deludente sul piano dell’informazione, dei contenuti e della denuncia, qui ridotta al tragico, ma oramai risaputo, ritornello su parentopoli; sbagliata anche nella scelta degli antagonisti (un disinformato Fuksas, come depositario dei valori di Sinistra, e uno scontato, gonfio Luca Barbareschi, come esponente della Destra); indovinata solo nella scelta degli studenti in studio: la meno riuscita, ad ogni modo, delle trasmissioni di Santoro; sintomatica comunque della scarsa informazione che circola nei giornali e tra l’opinione pubblica sull’Università, in Italia.
Sembra che nessuno – a destra, al centro, a sinistra - sappia più come sono andate le cose. Eppure i fatti, solo i fatti senza l’aggiunta di opinioni, sono in sé eloquenti. Vale la pena di riassumerli.
La riforma del 1999 nasce all’insegna di quattro priorità, riconosciute come indifferibili da tutto il parlamento: a) aprire l’Università al territorio; b) incentivare la dimensione professionale degli studi rispetto a quella prettamente scientifica del passato; c) concedere agli Atenei la possibilità (l’autonomia) di attivare nuovi Corsi di Laurea e nuove discipline, funzionali alle professioni emergenti; d) integrare il nostro sistema universitario con quello dell’Europa di cui diventavamo parte attiva, riconoscendo in ispecie i crediti formativi (CFU) e distinguendo la laurea (triennale) professionalizzante, dalla laurea specialistica.
Senonché la riforma, magari perfetta sulla carta, ha trovato spesso, purtroppo, pessima applicazione nella realtà. Sono, difatti, obiettivamente prevalse, in Italia, nell’ultimo decennio, le logiche apparentemente “innovatrici” di docenti, presidenti di Corso di laurea, presidi che, nel silenzio di maggioranze accademiche assopite e/o accondiscendenti, sono diventati più riformisti della riforma, forzandone spesso, per infatuazione nuovista o per chissà quali interessi, la lettera e obliterandone, paradossalmente, lo spirito innovatore. Donde, corsi di laurea rapaci, cervellotici e talora persino ripetitivi (magari in assenza di altri, richiesti dal mercato); moltiplicazione-parcellizzazione delle discipline in una miriade di sottodiscipline di nessun peso; assegnazione di incarichi d’insegnamento a ricercatori, assistenti e professori anche a prescindere dalle loro effettive competenze; reclutamento viepiù baronale-clientelare-familiare-sentimentale dei docenti ecc. ecc. Tutti fatti, purtroppo: non opinioni.
Certo, non sono mancati, e non mancano, casi di fattivo impegno scientifico, di correttezza e di competenza professionale nell’attività complessiva degli atenei italiani: i numerosi concorsi per ricercatori, banditi, nell’ultimo triennio, nell’Università di Messina ne sono un luminoso, encomiabile attestato. Va riconosciuto, ad ogni modo, che, in questi anni convulsi, il sistema universitario in Italia ha tenuto grazie all’impegno profuso, sia sul terreno della didattica sia sul terreno della ricerca scientifica, da numerosi professori competenti e onesti: sono costoro i veri interpreti della riforma, non già i mille docenti improvvisati, né i disinvolti tuttologi, né i solerti inventori di corsi di laurea e di sottodiscipline inutili, che hanno di fatto massacrato l’Università.
È anche un fatto - non un’opinione - l’ultimo decreto Mussi del 16 marzo 2007 (stranamente dimenticato non solo dai commentatori di destra, ma anche da quelli di sinistra), che, riconoscendo lo scempio, ormai, peraltro, sotto gli occhi di tutti, dell’Università, ha messo quei paletti all’autonomia, che, certo, sarebbero stato meglio piantare già nel 1999: da qui, la riduzione drastica delle materie e dei corsi di laurea; il ritorno dell’annualità degli insegnamenti; la modifica, in senso restrittivo, del reclutamento ecc. Tale legge è stata prontamente recepita, a Messina, dalla Facoltà di Lettere e Filosofia, dalla Facoltà di Scienze politiche, dalla Facoltà di Scienze MM. FF. NN. e dalla Facoltà di Scienze della Formazione. Era ed è la strada giusta. Speriamo che non venga ora deviata o bloccata. Che si eliminino davvero, finalmente, gli sprechi (senza tagli indiscriminati). Che si ridia dignità agli studi. Che si premi il merito. Che soprattutto non s’impedisca ai giovani economicamente disagiati l’accesso agli studi universitari e ai giovani ricercatori, senza padrini, la possibilità di crescere. E che non si lesinino più fondi e contributi alla ricerca scientifica: una Università che non è messa in grado di fare ricerca scientifica non è più Università. Torni, insomma, ad essere l’Università sede privilegiata della ricerca avanzata e della didattica qualificata. E parentopoli diventerà quello che è in tutti i paesi civili: una mai troppo biasimata eccezione.
20:58 Scritto da: pescattore in opinioni | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: letteratura, cinema, musica, politica, società | OKNOtizie |
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Commenti
Mi permetto di sottoporre all’attenzione dei lettori, alla maniera di Fazio e Saviano, due “elenchi”sinottici e antitetici: uno, col titolo montaliano Non sono, e uno col titolo vagamente narcisistico Sono (o almeno credo di essere). D’altra parte, in casi estremi, l’autostima può essere un innocuo mezzo di difesa: «se non mi vanti tu, mi vanto io» (antico proverbio calabrese).
Non sono professore per grazia ricevuta
Sono professore ordinario per concorso
Non sono professore ignorante Sono professore competente
Non sono retore Sono scrittore limpido
Non sono studioso sconosciuto Sono studioso citato
Non sono Preside Sono Direttore di Dipartimento
Non sono Figlio di papà Sono Figlio di marinaio
Non sono ateo Sono cristiano cattolico
Non sono fascista Sono democratico
Non sono comunista Sono democratico
Non sono membro di cricche accademiche Sono libero ricercatore
Non sono membro di cricche economiche Sono critico letterario
Non sono membro di cricche politiche Sono intellettuale disorganico
Non sono membro di cricche religiose Sono cristiano
Non sono padre di docenti universitari Non sono Padre di impiegati universit. Non sono marito di docente universit. Non sono marito di impiegata universit. Non sono parente di impiegati universit. Sono fratello di ex impiegato univ.
Non sono discesista Sono scalatore
Non sono tirchio Sono generoso
Non sono uno che ama il dolce Sono uno che ama l’amaro
Non sono uno che ama la sicurezzaSono uno che ama il rischio
Non sono uno che va pianoSono uno che ama la guida veloce
Non sono uno che ha attraversato la vita in carrozza Sono uno che ha attraversato il mare sugli zoccoli
Non sono introverso Sono estroverso
Non sono Rassegnato Sono Entusiasta
Non sono furbo Sono autentico
Non sono egoista Sono solidale
Non sono malevolo Sono rispettoso
Non sono disonesto Sono onesto
Non sono perfetto Sono imperfetto
Non sono senza difetti Sono con centomila difetti
Non sono un padreterno Sono un uomo
Scritto da: pescattore | 15/12/2010
Mi permetto di sottoporre all’attenzione dei lettori, alla maniera di Fazio e Saviano, due “elenchi”sinottici e antitetici: uno, col titolo montaliano Non sono, e uno col titolo vagamente narcisistico Sono (o almeno credo di essere). D’altra parte, in casi estremi, l’autostima può essere un innocuo mezzo di difesa: «se non mi vanti tu, mi vanto io» (antico proverbio calabrese).
Non sono professore per grazia ricevuta
Sono professore ordinario per concorso
Non sono professore ignorante Sono professore competente
Non sono retore Sono scrittore limpido
Non sono studioso sconosciuto Sono studioso citato
Non sono Preside Sono Direttore di Dipartimento
Non sono Figlio di papà Sono Figlio di marinaio
Non sono ateo Sono cristiano cattolico
Non sono fascista Sono democratico
Non sono comunista Sono democratico
Non sono membro di cricche accademiche Sono libero ricercatore
Non sono membro di cricche economiche Sono critico letterario
Non sono membro di cricche politiche Sono intellettuale disorganico
Non sono membro di cricche religiose Sono cristiano
Non sono padre di docenti universitari Non sono Padre di impiegati universit. Non sono marito di docente universit. Non sono marito di impiegata universit. Non sono parente di impiegati universit. Sono fratello di ex impiegato univ.
Non sono discesista Sono scalatore
Non sono tirchio Sono generoso
Non sono uno che ama il dolce Sono uno che ama l’amaro
Non sono uno che ama la sicurezzaSono uno che ama il rischio
Non sono uno che va pianoSono uno che ama la guida veloce
Non sono uno che ha attraversato la vita in carrozza Sono uno che ha attraversato il mare sugli zoccoli
Non sono introverso Sono estroverso
Non sono Rassegnato Sono Entusiasta
Non sono furbo Sono autentico
Non sono egoista Sono solidale
Non sono malevolo Sono rispettoso
Non sono disonesto Sono onesto
Non sono perfetto Sono imperfetto
Non sono senza difetti Sono con centomila difetti
Non sono un padreterno Sono un uomo
Scritto da: giusepperando | 17/12/2010
Mi permetto di sottoporre all’attenzione dei lettori, alla maniera di Fazio e Saviano, due elenchi sinottici e antitetici: uno, col titolo montaliano Non sono, e uno col titolo vagamente narcisistico Sono (o almeno credo di essere). D’altra parte, in casi estremi, l’autostima può essere un innocuo mezzo di difesa: "se non mi vanti tu, mi vanto io" (antico proverbio calabrese).
Poiché il blog non accetta la scansione in liste separate, disporrò gli enunciati dei due elenchi sullo stesso piano, ripetendo, purtroppo, fino alla nausea, Sono e Non sono (elimino, per non infierire, la formula o almeno credo di essere: la si dia per scontata).
Non sono professore per grazia ricevuta. Sono professore ordinario per concorso. Non sono un professore ignorante. Sono un professore competente Non sono un retore. Sono uno scrittore limpido. Non sono uno studioso sconosciuto. Sono uno studioso citato. Non sono Preside. Sono Direttore di Dipartimento. Non sono figlio di papà. Sono figlio di un uomo di mare. Non sono ateo. Sono cristiano cattolico. Non sono fascista. Sono democratico. Non sono comunista. Sono democratico. Non sono membro di cricche accademiche. Sono un libero ricercatore. Non sono membro di cricche economiche. Sono un professore universitario e un critico letterario. Non sono membro di cricche politiche. Sono un intellettuale disorganico. Non sono membro di cricche religiose. Sono un cristiano adulto. Non sono padre di docenti universitari. Sono padre di un professore di liceo e di un avvocato. Non sono padre di impiegati universitari. Sono padre di un professore di liceo e di un avvocato. Non sono marito di una docente universitaria Sono marito di una professoressa di scuola secondaria di primo grado. Non sono marito di una impiegata universitaria. Sono marito di una professoressa di scuola secondaria di primo grado. Non sono discesista. Sono scalatore. Non sono tirchio. Sono generoso. Non sono uno che ama il dolce. Sono uno che ama l’amaro. Non sono uno che ama la quiete. Sono uno che ama il rischio. Non sono uno che va piano. Sono uno che ama la guida veloce. Non sono uno che ha attraversato la vita in carrozza. Sono uno che ha attraversato il mare sugli zoccoli. Non sono reticente. Sono estroverso. Non sono rassegnato. Sono entusiasta. Non sono furbo. Sono autentico (e un poco ingenuo). Non sono egoista. Sono solidale. Non sono malevolo. Sono rispettoso. Non sono disonesto. Sono onesto. Non sono perfetto. Sono imperfetto. Non sono senza difetti. Sono carico di difetti. Non sono un padreterno. Sono un uomo. (continua)
Scritto da: giusepperando | 17/12/2010
Prof.Rando ho preparato la mia tesi con lei nel lontano 1997, mi complimento con lei per le sue pubblicazioni.
saluti
Carmen Lazzaro
p.s
Si ricordi, sono di Reggio Calabria anche se ormai vivo in Brianza
Scritto da: Carmela Lazzaro | 11/06/2011
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